Escursione ZOMPO LO SCHIOPPO – MORINO (11/11/17)

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Escursione ZOMPO LO SCHIOPPO – MORINO (11/11/17)

Escursione a ZOMPO LO SCHIOPPO – MORINO

Ambiente, antichi borghi ed olivicoltura in Valle Roveto 

11 novembre 2017

Approfittando di un’altra delle soleggiate giornate che questo mese di novembre continua a regalarci, in compagnia dei soci della sezione CAI dell’Aquila, si è presentata l’occasione di un’escursione “fuori programma” nel cuore della Valle Roveto tra natura, antichi borghi e …l’oro verde: l’olio extravergine di oliva. Dal comune di Morino è iniziata la passeggiata nella riserva di Zompo Lo Schioppo che lo scrittore e drammaturgo francese Dumas così definiva: «In fondo alla cerchia dei monti una stupefacente cascata sgorga dalla roccia…sembra quasi una striscia bianca e sinuosa che, con un salto di 150 piedi, cade in un bacino spumeggiante da cui fuoriesce un fiumicello argenteo che dopo aver serpeggiato per la valle va a gettarsi nel Liri sotto Morino».

Zompo lo Schioppo è un esempio di sorgente carsica intermittente che si estingue annualmente nei mesi estivi e autunnali. L’acqua sgorga da una ripida parete calcarea con un salto di oltre 80 metri, formando la cascata naturale più alta dell’Appennino.

Gli alti livelli di sismicità di questi territori ed i catastrofici terremoti (tra cui l’ultimo del 13 gennaio del 1915) hanno determinato il progressivo spostamento della popolazione verso il fondovalle, in prossimità delle vie di comunicazione e l’abbandono degli originali insediamenti. È il caso dell’antico borgo di Morino Vecchio di cui abbiamo visitato il suggestivo campanile di Santa Maria Bambina. Nella parte posteriore, dove una volta sorgeva la chiesa, c’è un bellissimo punto panoramico con vista sui Monti Ernici. Tra i ruderi è possibile ammirare ancora un forno con il vano cottura intatto.

Spostandoci a San Vincenzo Valle Roveto, per il pranzo siamo stati ospiti di un antico frantoio la cui produzione si è concentrata su una specie autoctona di oliva: la Monicella. Al fine di valorizzare questa varietà locale è stata costituita l’associazione “La Monicella della Valle Roveto” il cui presidente ci ha fornito un’interessante definizione della loro attività produttiva: l’olivicoltura “della resistenza“.  L’ obiettivo è infatti quello di difendere e valorizzare le specie autoctone e sostenere un’idea di futuro diverso salvaguardando il territorio, promuovendo la locale crescita e contrastando così lo spopolamento. Inutile sottolineare che dopo la camminata la compagnia di buongustai ha ben apprezzato la visita al frantoio e, in particolar modo, la degustazione dell’olio “novello”.

Alla prossima escursione in gioiosa compagnia!

Foto di Tiziana Bianchi

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