Progetto “Montagna, clima e uomo…” – 18/03/19 Trasacco

Attività di educazione ambientale a luco: progetto didattico”Io, eco della natura”
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Progetto “Montagna, clima e uomo…” – 18/03/19 Trasacco

CORSO di EDUCAZIONE AMBIENTALE

MONTAGNA, CLIMA E UOMO:

CAMBIA IL CLIMA E CAMBIANO I COMPORTAMENTI DELL’UOMO”

Il Club Alpino Italiano ritiene estremamente rilevante investire su qualsiasi attività abbia ad oggetto la diffusione della cultura della difesa ambientale.

Proponendosi nel ruolo di attore attivo ed impegnato sulle tematiche connesse alla tutela dei nostri ecosistemi il Comitato Scientifico del CAI – Gruppo Abruzzo, in collaborazione con la Sezione Vallelonga – Coppo dell’Orso e con l’Università degli Studi di L’Aquila, si è impegnato a promuovere il corso di educazione ambientale “Montagna, clima e uomo: cambia il clima e cambiano i comportamenti dell’uomo”, per il quale ha ottenuto il patrocinio dal Ministero dell’Ambiente.

Il progetto si rivolge agli studenti degli istituti di primo e secondo grado dei plessi scolastici di Trasacco e Pescasseroli ed ha l’obiettivo di fornire i mezzi cognitivi per una più profonda comprensione delle problematiche connesse ai cambiamenti climatici e per una corretta interpretazione dei fenomeni naturali.

Lunedì 18/03/2019 si è dato il via al programma delle attività nel plesso scolastico di Trasacco con il contributo del prof. Gabriele Curci del Dipartimento di Fisica dell’Atmosfera dell’Università degli Studi dell’Aquila e membro del CETEMPS, Centro di Eccellenza in Telerilevamento e Modellistica Previsionale di eventi Severi che collabora con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale ed è impegnato in programmi europei promossi dall’Agenzia Spaziale Italiana e da quella Europea.

Nella prima fase della giornata si sono tenute lezioni frontali rivolte agli studenti e suddivise in due sessioni con la partecipazione prima delle classi della scuola primaria e poi delle classi della scuola secondaria.

I ragazzi, invitati ad essere “sentinelle” del loro territorio, hanno affrontato gli argomenti dell’aria e dell’atmosfera, ma anche della pressione atmosferica e della temperatura, della scomposizione della luce nei sette colori fondamentali, della sua dispersione in base alla bassa ed alta frequenza dei diversi colori (che, per esempio, spiegano perché vediamo il cielo “celeste” piuttosto che i vegetali “verdi”), ecc.       

Nell’esposizione di tali argomenti, non sempre di agevole approccio, gli alunni sono stati direttamente coinvolti in una serie di esperimenti pratici a cui hanno risposto con molto interesse, mostrando grande entusiasmo nell’apprendere “giocando” la fisica del clima.

Nella seconda fase della giornata il prof. Curci ha tenuto un corso di formazione rivolto ai docenti dello stesso plesso scolastico in quanto “presenti ed operativi sul territorio” con lo scopo di fornire loro materiale, strumenti, schemi e metodi di approccio sul tema dei cambiamenti climatici al fine di poter, successivamente, elaborare in autonomia iniziative ed attività di approfondimento e coinvolgere i ragazzi in lavori, resoconti ed elaborati di vario genere, a chiusura di questo percorso formativo.  

A tal fine sono stati trattati una serie di argomenti fornendo delle possibili chiavi di lettura:

  • Differenza tra i concetti di Meteorologia e Climatologia;
  • Approfondimento della storia, delle cause e delle proiezioni future che si basino sempre su dati consolidati da fonti a cui viene riconosciuta ufficialmente una competenza scientifica (es. IPCC – The Intergovernmental Panel on Climate Change) e che periodicamente diffondo rapporti di valutazione;
  • Importanza di calare i cambiamenti oggetto di studio al contesto locale più vicino ed osservabile da parte degli studenti che potrebbero essere impegnati in ricerche sul campo (es. nella piana del Fucino per esaminare le evoluzioni intervenute nella tipologia delle colture lavorate, nelle date di semina e raccolta che rispetto al passato risultano anticipate/posticipate per adattarsi ai cambiamento “stagionali” in termini di temperature medie, piogge, ecc.)
  • Soffermarsi sulle aspettative per il futuro in cui si porrà la necessità di adattarsi innanzitutto ai cambiamenti già in atto ma altresì di intervenire su tutti i fronti, partendo dalla cultura ambientale e dalla sensibilità alla tutela di ciascuno, fondandosi su studi che dovranno essere necessariamente condotti a 360° su ogni aspetto coinvolto, per ricercare soluzioni coordinate e combinate che interagiscano sui tanti elementi in gioco.            

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