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Progetto “Montagna, clima e uomo…” – 22/03/19 Trasacco

CORSO di EDUCAZIONE AMBIENTALE

“MONTAGNA, CLIMA E UOMO:

CAMBIA IL CLIMA E CAMBIANO I COMPORTAMENTI DELL’UOMO”

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Proseguono gli incontri formativi nell’ambito del progetto “Montagna, clima e uomo: cambia il clima e cambiano i comportamenti dell’uomo”, promosso dal Comitato Scientifico del CAI – Gruppo Abruzzo, in collaborazione con la Sezione Vallelonga – Coppo dell’Orso e con l’Università degli Studi di L’Aquila e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente.

Venerdì 22/03/2019 il programma delle attività nel plesso scolastico di Trasacco (AQ) ha visto coinvolti, in ben tre sessioni, gli alunni delle classi prime, seconde e terze della Scuola Secondaria di primo grado, per un totale di 180 ragazzi.

Questa volta, ad approfondire gli aspetti dei cambiamenti climatici in atto, sono intervenute le professoresse Valentina Colaiuda e Annalina Lombardi, dell’Università dell’Aquila e membri del CETEMPS, Centro di Eccellenza in Telerilevamento e Modellistica Previsionale di eventi Severi che collabora con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale ed è impegnato in programmi europei promossi dall’Agenzia Spaziale Italiana e da quella Europea.

L’incontro si è svolto in concomitanza della Giornata mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per la promozione, da parte di tutti gli stati membri, di attività concrete a favore dell’elemento naturale sinonimo di vita. 

“Festeggiare” l’acqua è un modo per richiamare l’attenzione di tutti sulla criticità della risorsa più preziosa del pianeta e sull’importanza di salvaguardare e valorizzare le risorse idriche mondiali combattendo sprechi ed inquinamento e promuovendo, invece, uno sviluppo sostenibile ed un’integrata tutela degli habitat acquatici e degli ambienti naturali umidi. E’ essenziale, infatti, che ci siano il dovuto dibattimento e concreti contributi sugli attuali problemi idrici, locali e globali, per perseguire obiettivi e strategie d’intervento che, affinché diano fattivi risultati, devono necessariamente essere comuni e condivisi.   

Le due giovani scienziate, coinvolgendo direttamente i ragazzi anche attraverso una serie di esperimenti pratici e mostrando gli strumenti di rilevazione abitualmente usati, hanno loro esposto il ciclo idrologico e delle acque sotterranee, sottolineando come esista l’oggettivo problema di un’anomala gestione delle riserve idriche.

Hanno riportato gli studi sugli effetti climatici scaturiti dall’ingente opera ingegneristica che ha portato al prosciugamento del lago del Fucino che sono stati condotti ipotizzando e simulando ancora la presenza, in loco, di questo esteso bacino lacustre.

Hanno poi approfondito la questione del cambiamento climatico e del riscaldamento globale insieme alla variazione della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera, all’aumento delle temperature globali, ai fenomeni dello scioglimento dei ghiacciai polari e riportando anche il caso abruzzese del Calderone, sul massiccio del Gran Sasso d’Italia, il ghiacciaio attualmente più meridionale d’Europa il cui volume sta diminuendo considerevolmente.

Un aumento dei fenomeni estremi, ormai sempre più frequenti, è l’effetto più immediato che accompagna i cambiamenti climatici in atto da cui scaturiscono:

  • una diminuzione della portata media dei corsi fluviali (da cui una riduzione delle falde acquifere e quindi delle riserve idriche a disposizione dell’uomo)
  • un aumento della portata nelle aree interne e sommitali
  • un aumento di fenomeni estremi, rilevanti e contrapposti, quali alluvioni e siccità

L’attività di studio e ricerca su simili avvenimenti, sfruttando l’innovazione tecnologica, si serve di sofisticati strumenti di rilevazione ed analisi, quali reti pluviometriche, radiosonde, dati satellitari, per la raccolta di informazioni precise e dettagliate che consentano una puntuale osservazione di simili eventi al fine di elaborare modelli previsionali sempre più precisi ed attendibili.  

E’ proprio dall’esigenza di un sistema che fosse in grado di osservare tali fenomeni, innanzitutto nell’interesse della cittadinanza che inevitabilmente finisce con l’esserne coinvolta con grandi e gravi rischi, che si è dato vita al progetto “AdriaRadNet”. Trattasi di una cooperazione europea avviata nel 2012 con lo scopo di svolgere, per l’appunto, attività di previsione e prevenzione di fenomeni estremi nella regione adriatica che si trova ad esserne sempre più colpita. Il progetto coinvolge la regione Abruzzo e l’Università dell’Aquila, nel ruolo di coordinatrice attraverso il suo centro di eccellenza CETEMPS, la regione Marche, ma anche partners stranieri quali la regione dalmata di Neretva-Dubrovnik, il ministero degli Interni albanese, l’Università politecnica dell’Albania e la Fondazione di ricerca CIMA Albania. Il progetto ruota attorno a tre parole chiavi:

  • ADRIA, in quanto interessa la regione adriatica centrale con capofila la regione Abruzzo;
  • RAD, nella sua spinta all’innovazione tecnologica attraverso l’installazione di nuovi sistemi radar di ultima generazione;
  • NET, per l’uso di una piattaforma in grado di inglobare ed integrare le informazioni e renderle fruibili agli Enti di Protezione Civile (con cui c’è un’integrata collaborazione e che, al pari, devono disporre di innovativi sistemi di raccolta, elaborazione e diffusione dati) ma anche al singolo cittadino.

Viene sfruttata una tecnica di previsioni a brevissimo tempo, detta anche “Nowcasting”, estremamente utile per poter avvisare, ed eventualmente allertare tempestivamente, la popolazione di una specifica area in cui un fenomeno estremo stia intervenendo.

Con un siffatto sistema si è in grado di OSSERVARE, attraverso l’osservazione si può PREVEDERE ed attraverso la previsione si può essere in grado di PREVENIRE.     

Gli sforzi messi in campo hanno permesso di realizzare un apparato in cui istituzioni, infrastrutture tecnologiche, componenti di ricerca e sviluppo e tecnico-scientifiche cooperano guardando non soltanto al presente ma anche al futuro in modo da consentire al singolo cittadino di sentirsi più sicuro e monitorato da “sentinelle” attente.

Le due professoresse hanno concluso il loro intervento invitando tutti i ragazzi a sviluppare curiosità ed interesse per l’attività scientifica perché studio e conoscenza saranno gli ingredienti indispensabili per essere preparati ad affrontare le sfide del futuro.   

T.B.   

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