6 Febbraio 2020 - , ,

Storia di un grande albero: l’Acerone di Monte Tranquillo. Di Gino Di Cesare

I cambiamenti climatici stanno ponendo innumerevoli sfide, tra le quali la più urgente sembrerebbe essere quella relativa alle azioni di mitigazione che l'uomo potrebbe (o meglio dovrebbe) compiere.
Una delle proposte è piantare (“mettere a dimora”) tantissimi nuovi alberi.

Gli scienziati, infatti, sono concordi nel ritenere che essi abbiano un ruolo fondamentale nel riciclo di aria. In particolare, sembrerebbe essere dimostrato che le
foreste intatte, per secoli non minacciate dalla mano dell’uomo (le c.d. foreste vetuste), abbiano una potenzialità ecologica decisiva per la qualità dell’aria.
Pochi però sanno che già negli anni ‘70 un piccolo gruppo di persone (tra cui colui che guiderà il PNALM fino agli inizi degli anni 2000) aveva compreso l’importanza dei “grandi alberi”, salvando dal taglio milioni di metri quadri di foreste.

È ciò che fortunatamente avvenne nel Parco d’Abruzzo, dove è possibile ammirare degli esemplari anche di 500 anni di età, sparsi nei vari siti allora salvàti dalla scure e oggi dichiarati patrimonio UNESCO.
L’Acerone di Monte Tranquillo è un albero con una storia molto particolare. La prima peculiarità è essere un acero in un territorio in cui predomina in maniera
assoluta il faggio: una rarità quasi unica.
La seconda è data dalle dimensioni ragguardevoli raggiunte dall’esemplare che gli hanno garantito l’ingresso nei c.d. patriarchi verdi del nostro paese: una circonferenza alla base di quasi otto metri e un’altezza di trenta metri. Ciò fu la sua fortuna. Infatti, il gruppo di boscaioli incaricato di abbatterlo negli anni
‘60, notando le dimensioni imponenti, si rifiutò di tagliarlo, permettendoci di ammirare anche oggi il possente essere vivente.
L’Acerone si trova a 1664 m slm, sotto la vetta del Monte Tranquillo.
Per raggiungerlo vi sono varie alternative. Si può risalire dalla Difesa di Pescasseroli, in direzione del Rifugio e del Santuario di Monte Tranquillo, seguendo il sentiero C1, oppure, con partenza dalla statale 509 Sora-Pescasseroli, intraprendendo il sentiero C4.
Le sue coordinate geografiche sono: 37T UG 397519 4623798.

Autore: Gino di Cesare