Come raggiungerci

L'attacco al sentiero che porta a al Rifugio Coppo dell'Orso è in quattro punti: 1. Fonte Astuni, 2. La Ricarica del" Vallone Fossato"; 3. Fonte di Tricaglio; 4. Sant'Elia - Collelongo. 5 A - Fontana - Fonte Astuni - Rif. Coopo dell'Orso - h 2.30 -D. (intero sentiero R2 della carta del P.N.A.) -(a video F 8, F12): dalla Madonna della Lanna percorrendo la strada asfaltata si incontra la fonte vecchia, poi la tabella del P.N.A. appena dopo c'è un incrocio a "T", si gira a destra su una strada bianca per Fonte Astuni. Percorso circa 1 Km sul sentiero brecciato di Valle Fossate c'è un bivio, a sinistra si giunge alla Ricarica di Valle Fossate e dritto si raggiunge un grosso prato a sinistra con la Fonte detta di Astuni e a destra con il rifugio a schiera. L'attacco per il Rifugio Coppo dell'Orso (R2 PNA) è alla Fonte. All'inizio ci si può perdere, si sale sull'asse rifugio-Fonte con le spalle alla Fonte per circa m .100/150. Se ci si accorge che si è un poco destra o poco a sinistra, il sentiero è sbagliato ed è un altro sentiero in diagonale. Dopo il sentiero si apre molto bene e si definisce su un crinale di roccia al centro di due Valli a sinistra Valle Fossate e a destra Vollone Martina. Il sentiero sale a zig zag con pendenza dell'80-100 %. Tutto il sentiero è dentro al bosco di Faggio di alto fusto e di grosse dimensioni. All'approssimarsi della cima, i faggi lasciano il posto ai cespugli battuti dal vento e i cespugli al prato- pascolo di alta quota. All'uscita dal bosco il sentiero curva in diagonale a sinistra. L'orizzonte si apre sempre di più fino a vedere il tetto del rifugio a m. 1800. Il sentiero è stato tracciato dagli animali per congiungere il prato -pascolo di alta quota con la fonte a bassa quota nel pieno rispetto di una pendenza costante nel passare dall'una all'altra curva di livello. Durante l'inverno il sentiero, all'uscita del bosco, è pieno di neve di rimessa dal vento e tutta la cima è ricoperta da una lastra di ghiaccio. All'inizio il tacco della scarpa entra, poi a mano a mano che si sale , la neve si indurisce e gli scarponi non fanno più aderenza. A questo punto servono i ramponi e la piccozza. In mancanza si consiglia di tornare indietro per evitare il peggio, anche se mancano pochi lunghi metri dal Rifugio. Ci si può sempre ritornare attrezzati!!!!. 2. - Ricarica del "Vallone fossate" - Rif. Coopo dell'Orso - h 2.0. (intero sentiero del cai) -(a video F 8, F12): dalla Madonna della Lanna percorrendo la strada asfaltata si incontra la fonte vecchia, poi la tabella del P.N.A. appena dopo c'è un incrocio a "T", si gira a destra su una strada bianca per Fonte Astuni. Percorso circa 1 Km sul sentiero brecciato di Valle Fossate c'è un bivio, a sinistra si giunge alla Ricarica di Valle Fossate e dritto si raggiunge un grosso prato con la Fonte Astuni. La strada sale in diagonale, all'orizzonte si apre il paesaggio dei Prati D'Angro (Aceretta). Si arriva su un grosso piazzale compreso fra due valli percorso dal torrente chiamato " Fossate". La ricarica significa: terminale di tanti viaggi di ricaccio di legna da ardere, trasportata dai muli dalla cima alla ricarica. La legna si mette a destra e sinistra di una grande buca fatta sulla terra per consentire l'accesso di un automezzo. Esso provvede al trasporto della legna dell'uso civico da metà altezza della montagna fino alle case delle famiglie di Villavallelonga. L'uso civico è il diritto di uso collettivo su alcuni beni, da parte della collettività locale: legna del bosco, il pascolo, ecc. Dalla ricarica il sentiero sale a zig-zag da sinistra verso destra dentro al bosco di faggio di alto fusto. Su alcuni di essi c'è il doppio segno rosso del CAI. Lungo la strada, a meta altezza, c'è una pianta particolare il "salice". Esso nasce su un terreno a base di carbone vegetale, a testimonianza dell'esistenza di una antica" carbonaia". Nella civiltà delle terre alte, l'attività del carbonaio ha consentito la trasformazione dell'energia dalla legna al carbone, con la perdita di acqua per effetto della combustione senza fiamma, in modo da rendere sia il trasporto, da cima a valle, e sia l'uso più agevole in paese e nelle città. Il salice contiene la salicina, di cui l'orso è ghiotto. Il destino di questa pianta è di vivere sempre scorticata e stracciata dai morsi dell'orso. Se la corteccia è ancora fresca, significa che l'orso è passato lì da poco. Continuando a salire, a 3/4 di altezza, c'è un bivio con un grosso sasso. Si prende la strada di destra, che cammina in trasversale fino ad attraversare un piccolo fossato. Si sale fino ad incontrare la base in di una ex slavina con tanti faggi buttati per terra, segati e fatti a pezzi per l'uso civico. Se si alza lo sguardo si arriva subito alla cima. Questa apertura è stata creata dalla slavina di neve di alcuni anni fa, che si è portato a valle migliaia di quintali di legna di faggio. Si lascia la slavina alle spalle, si sale prima a zig-zag e poi in trasversale verso destra fino ad uscire dal bosco. Fuori dal bosco si incomincia a vedere il tetto del rifugio. Si apre un bellissimo paesaggio, all'orizzonte ci sono le cime di tutte le montagne del P.N.A. 3A +4E - SANT'ELIA - Rif. Coppo dell'Orso - h 3.30 -F. (intero sentiero CAI della carta coppo dell'orso) - (a video F 6, F7, F11, F12): L'attacco è alla cima di sant'Elia, dove finisce la strada asfaltata c'è il piazzale brecciato per la sosta delle autovetture. Si va a sinistra, lasciando la strada che porta al rifugio di sant'Elia. Si incomincia a camminare salendo sulla Serra Lunga (cerca la bandierina del CAI). Sulla cresta di due valli: a sinistra c'è il Fucino e a destra c'è la Valle del fiume Liri con il pizzo Deta e Lo Schioppo. Si cammina prima allo scoperto sulla cresta e poi si entra nel bosco di faggio fino ad arrivare ai tre confini. (ex stato del vaticano e ex regno di Napoli). In questa parte di confino si sono create le migliori storie e leggende di brigantaggio, nell'immaginario collettivo delle popolazioni locali. Dallo stelo dei tre confini, si va sempre sui prati in cresta, fino a Monte Breccioso. Non andare mai dentro al bosco, che ci si può perdere. In caso di smarrimento tornare indietro fino all'ultima bandierina del CAI e rincominciare. Attraversato in diagonale sulla destra Monte Breccioso (d'inverno con la neve non farlo mai per pericolo di valanghe) si apre la strada a mezza costa che sale in diagonale sulla sinistra fino alla cima, con a destra il pozzo della Neve. Una volta svalicato, si va sempre a sinistra cercando di camminare sul sentiero battuto dagli animali al pascolo. All'orizzonte: alla destra c'è Monte Cornacchia, mentre alla sinistra esce fuori verso il cielo il tetto del Rifugio Coppo dell'Orso. Si passa a mezza costa sotto la cima della montagna, si esce e si trova il Rifugio dentro a un grosso arco di monti con cime diverse. Sotto, dopo 50/60 metri di dislivello c'è il bosco che frena i massi di pietra che rotolano da sopra la cima (coppo). Sotto questi sassi c'è l'ambiente adatto alle formiche. L'animale ghiotto di formiche che si diverte a rigirare uno per uno tutti massi di pietra in cerca di cibo è l'orso. A questo punto c'è tutto: il rifugio, il coppo (cima), l'orso, per creare nell'immaginario dei pastori locali l'ideogramma: Rifugio Coppo dell'Orso. 3A +4E - SANT'ELIA - Rif. Coopo dell'Orso - h 3.30 -F. (sentiero sci escursionistico ) -(a video F 6,F7, F11, F12): La linea tratteggiata di colore azzurro indica il percorso di sci escursionistico e sci di fondo. L'attacco è al curvone delle cesette di Villa (metà altezza fra Collelongo e la cima di Sant' Elia) . Si segue il sentiero fino alla cima di Sante'Elia. Appena usciti sulla sinistra c'è l'attacco per Serra Lunga-Monte Breccioso- Coppo dell'Orso. Si incomincia a salire in diagonale , poi si va alla cima e ci si resta il più possibile. Se non c'è passaggio occorre trovarlo sempre sulla destra, evitando la neve di rimessa da vento, fino all'ingresso del bosco di faggio. Dentro al bosco ci sono i segni del CAI sugli alberi. Seguire a vista questi segni senza improvvisare nulla. I rami piegati dalla neve possono impedire il passaggio. Conviene alzare i rami o girare intorno. Tutta la via all'interno è pianeggiante o in salita. Si esce all'altezza dei tre confini, il bosco si apre, si va verso a sinistra per Monte Breccioso, camminando sulla cresta della montagna. Il vento forte sposta la neve da una parte all'altra. Ci possono essere passaggi di neve rimessa. Alla fine di una piccola discesa si sale un poco e si entra in una strettoia di bosco di faggio. Si attraversa in salita tra i cipressi e neve rimessa fino ad arrivare all'inizio di un grosso anfiteatro. Si scende in trasversale fino sotto alla base. L'attacco al Breccioso è sulla destra di un ciuffo di faggi, dove c'è una apertura a imputo. Mai andare sulla sinistra in diagonale, c'è pericolo di slavine. Si incomincia verso il bosco e si sale a zig-zag, verso la cima c'è presenza di ghiaccio. Si esce il più possibile verso destra in cerca di neve morbida. In cima al Breccioso il paesaggio è unico e mutevole per le nubi che aprono e chiudono la visuale. Tutte le montagne intorno sembrano batuffoli di zucchero filato. Si scende sottocosta verso sinistra, più si rimane in alto e meglio è. Una volta giù, si continua verso sinistra verso la fonte delle Streghe, senza perdere quota. Si attraversa in diagonale la montagna, fino alla cresta. Si esce alla cima, dopo si scende di nuovo in diagonale sinistra, si risale e si ridiscende sempre in diagonale. Se si alza lo sguardo all'orizzonte si vede il tetto del rifugio. Mentre, sulla destra c'è Monte cornacchia. Si continua a salire in diagonale sulla destra. E' la salita più dura, dopo circa 5/6 ore di camminata a seconda della neve. Ma alla fine ne vale sempre la pena. La tentazione di passare sotto la montagna di coppo dell'orso in diagonale è tanta, ma è molto pericoloso a causa di valanghe. Sopra la cima, il vento forma delle capannelle di neve, che vengono giù facilmente. Si esce sulla cresta, sotto c'è il rifugio coppo dell'orso: Sulla dorsale di destra per 2/3 ore si va a Monte Cornacchia. 1. Al ritorno si consiglia di scendere sotto alla ricarica, togliendosi gli sci e camminando a piedi in mezzo al bosco, per un'ora fino alla ricarica. Qui c'è l'inizio del sentiero che scende a valle fino alla Madonna della Lanna. 2. Al ritorno si può fare la stessa strada dell'andata. Attenti ai tempi e alla stanchezza. Ci vogliono sempre 3/4 ore abbondanti. Non date retta alla stanchezza, per fare scorciatoie e passaggi in trasversale a nord della vetta di coppo dell'orso e soprattutto di Monte Breccioso. E' molto pericoloso a causa di valanghe e giaccio. Quando si esce alla cima del Breccioso, attenti a scendere, cercare sempre la neve morbida non fermarsi mai alla cresta c'è sempre vento che spinge la neve sugli occhi. Una volta a valle è fatta. Si cercano i binari degli sci fino a Sant'Elia. ............ E' più bello farle le cose, piuttosto che raccontarle. Tutto questo racconto l'ho sperimentato personalmente. Ci sono voluti 4/5 anni per capire dove fosse l'attacco al Breccioso. Si accettano consigli e verifiche sul campo. La conoscenza dei sentieri e la prudenza sono sempre le cose migliori, soprattutto in inverno.